Affidabilità e sicurezza per la tutela ambientale

Le modalità costruttive scelte per la realizzazione del sito Cascina Borio testimoniano l’alto livello di affidabilità dell’impianto di smaltimento dei rifiuti. La protezione dell’invaso sul piano di fondo scavo è affidata a una stratificazione di materiali naturali e artificiali, scelti per le loro proprietà di impermeabilità e stabilità nel tempo. Tre livelli deputati alla impermeabilizzazione rispetto al suolo circostante e altrettanti dedicati al drenaggio. Anche le scarpate sono state realizzate rispettando le stesse prescrizioni, malgrado la legislazione prevedesse la possibilità di ridurne lo spessore.

       

Il presidio più profondo è affidato ad uno strato di argilla compattata. La normativa italiana richiede uno spessore di almeno un metro ed una conducibilità idraulica (coefficiente di permeabilità che in geotecnica indica il grado di predisposizione di un terreno a farsi attraversare da fluidi) non superiore a 1*10-7 cm/s ma nel progetto autorizzato a Cascina Borio si è deciso di aumentare lo spessore del 50 per cento, portandolo a 1,5 metri. L’azienda ha inoltre scelto di usare come materiale isolante un’argilla non autoctona ma importata da notevole distanza, perché in possesso di un minore grado di permeabilità: inferiore a 1*10-8 cm/s, quindi almeno 10 volte migliorativo rispetto al valore richiesto. Questa miglioria consente di disporre di una barriera equivalente a quella che si otterrebbe usando più di 15 metri di argilla con conducibilità entro la prescrizione contenuta nell’Autorizzazione Integrata Ambientale. Le verifiche finora condotte su campo prove e successivamente sul fondo e sulla scarpata di uno dei settori in esecuzione, hanno riportato risultati ancor più confortanti. Sopra questa prima difesa sono stati posizionati un geocomposito bentonitico, materiale da costruzione usato tipicamente per l’impermeabilizzazione di discariche e di altre opere di ingegneria idraulica, e una geomembrana in HDPE, un particolare tipo di polietilene resistente alle sostanze chimiche usato per le sue proprietà isolanti. Ancora oltre, si è costruita una membrana drenante e protettiva, combinando l’azione di teli di “tessuto non tessuto” e di un inserto di ghiaia naturale. La combinazione di tutti gli accorgimenti ha permesso di realizzare una barriera isolante che assicura una tenuta di impermeabilità pari a oltre 450 anni.

La sicurezza passiva all’interno dell’invaso prevede sistemi per l’estrazione del percolato in ciascuno dei settori di coltivazione in cui verrà suddiviso. I fluidi, che sono originati esclusivamente dalle acque di pioggia entrate in contatto con i rifiuti, vengono convogliati, raccolti, estratti e immagazzinati in apposite vasche per essere poi inviati ad impianti specializzati nel trattamento delle acque esterni al sito. Ulteriori reti di drenaggio si occupano di raccogliere le acque di pioggia cadute sulle aree servizi o lungo gli spazi di viabilità perimetrale dell’impianto, in modo da minimizzare la formazione di percolato. Allo stesso modo è previsto che le superfici poste a coltivazione vengano coperte nelle ore di chiusura del sito per proteggerle dalle precipitazioni e che i lotti completati siano immediatamente sigillati per evitare ulteriori infiltrazioni di acqua piovana. Inoltre, ogni automezzo conferente, prima di abbandonare l’impianto, deve sottoporsi al lavaggio ruote per evitare qualsiasi rischio di contaminazione verso l’esterno. Anche in questo caso, le acque di lavaggio vengono raccolte per essere poi inviate a trattamento all’esterno.

Sul piano del controllo dell’aria, è bene specificare che i rifiuti ammessi nel sito di Cascina Borio non sono putrescibili, quindi non producono odori sgradevoli, diversamente da quanto avviene nello smaltimento di altre tipologie di rifiuto, come quelli solidi urbani.

       

In fase di progetto e di successiva analisi tecnica sono state compiute diverse rilevazioni e campagne idrogeologiche per verificare l’esatta posizione e direzione di flusso della falda profonda e di quella superficiale rispetto a Cascina Borio in seguito alle quali Arpa, Asl e Ato 6 hanno espresso il proprio parere favorevole alla realizzazione del sito. Oltre a verificare la direzione di scorrimento delle falde, le rilevazioni e relativi studi hanno attestato la separazione fisica tra acquifero superficiale e profondo, condizione che esclude la comunicazione tra i due e protegge l’acquifero profondo. Successivamente l’Ato 6 ha promosso uno studio indipendente sugli acquiferi profondi dell’ambito territoriale alessandrino che ha dimostrato l’assenza di un’area di ricarica della falda profonda in corrispondenza di Cascina Borio. Data l’importanza di monitorare la circolazione idrica sotterranea, nel sito vengono condotte periodicamente campagne di monitoraggio delle falde superficiale e profonda in una serie di piezometri appositamente realizzati, per verificare la profondità della superficie di falda e la qualità delle acque sotterranee.



Ato6 Studio Acquiferi Profondi
Ato6 Mappa Acquiferi Profondi
Indagini Idrogeologiche 06/2013
Appendice Indagini 07/2013
Relazione Arpa 10/2013